Focus numero 1, giovedì 22 gennaio 2026
Prove interlaboratorio: perché contano davvero nel tempo
Come partecipare ai Proficiency Test, con quale frequenza e come interpretare correttamente z-score e valutazioni statistiche
Con l’inizio del nuovo anno, UNICHIM rinnova l’invito a tutti i soci a partecipare in modo attivo e consapevole alle attività sperimentali proposte, con particolare riferimento ai circuiti interlaboratorio o Proficiency Test (PT). La riapertura delle iscrizioni ai diversi cicli di prova rappresenta l’occasione ideale per richiamare l’attenzione sull’importanza strategica di questi strumenti, non solo in ottica di conformità ai requisiti di accreditamento, ma soprattutto come leva concreta di miglioramento continuo delle prestazioni analitiche dei laboratori.
L’obiettivo di questo approfondimento è duplice: da un lato fornire una lettura tecnica ma accessibile del significato dei risultati dei PT, dall’altro aiutare i laboratori a interpretare correttamente le valutazioni statistiche ricevute, superando una visione limitata al singolo dato e adottando un approccio realmente orientato alla qualità nel tempo.
La partecipazione a un PT viene talvolta percepita come un adempimento formale, necessario per soddisfare le richieste dell’ente di accreditamento o per ottemperare a procedure interne. In realtà, il valore dei circuiti interlaboratorio va ben oltre la semplice “verifica” di una prestazione.
Ogni PT fornisce infatti informazioni preziose, che possono essere lette su due livelli distinti ma complementari:
- una visione puntuale, legata al singolo risultato ottenuto in una specifica prova;
- una visione evolutiva, che emerge solo dall’analisi di una pluralità di risultati distribuiti nel tempo.
Comprendere questa distinzione è fondamentale per evitare interpretazioni fuorvianti e per utilizzare in modo corretto e costruttivo i dati messi a disposizione dai circuiti interlaboratorio.
La partecipazione a un singolo PT restituisce al laboratorio un risultato sintetizzato, nella
maggior parte dei casi, attraverso lo z-score.
Questo valore rappresenta una sorta di “voto” statistico, che indica quanto il risultato del
laboratorio si discosti dal valore assegnato o di consenso, tenendo conto della variabilità
ammessa.
Appare importante sottolineare che:
- lo z-score ha validità esclusivamente riferita a quello specifico circuito;
- fotografa la prestazione del laboratorio in quel preciso momento, per quella matrice, quel parametro e quella tecnica analitica;
- non può, da solo, essere utilizzato per trarre conclusioni definitive sulla competenza complessiva del laboratorio.
Un buon risultato è certamente un segnale positivo, così come un risultato critico richiede attenzione e un’analisi delle possibili cause. Tuttavia, estrapolare una dichiarazione di competenza o di inaffidabilità partendo da un unico dato puntuale può risultare non corretto, se non addirittura fuorviante.
Solo attraverso l’analisi di partecipazioni multiple, riferite alla stessa combinazione matrice/parametro/tecnica, i risultati dei PT acquisiscono un valore realmente robusto e rappresentativo delle capacità del laboratorio.
Un insieme di risultati distribuiti nel tempo consente infatti di distinguere un errore occasionale da una criticità strutturale, valutare la stabilità del processo analitico, verificare l’efficacia delle azioni correttive intraprese, dimostrare, con dati oggettivi, il mantenimento di un livello prestazionale adeguato.
In questa prospettiva, la frequenza di partecipazione ai PT assume un ruolo centrale: una partecipazione sporadica difficilmente permette di costruire una valutazione statistica affidabile, mentre una partecipazione assidua consente di trasformare i PT in un vero strumento di controllo e miglioramento.
Per rendere possibile un’analisi quantitativa e riproducibile delle prestazioni nel tempo, UNICHIM ha proposto da tempo due indicatori statistici specifici, basati sugli z-score ottenuti nelle diverse partecipazioni a una stessa prova:
- RSZ (somma algebrica normalizzata degli z-score)
- SZ² (somma quadratica normalizzata degli z-score)
Gli indicatori sono definiti dalle seguenti relazioni:
- RSZ = (∑ zᵢ) / √n
- SZ² = (∑ zᵢ²) / n
dove n rappresenta il numero di partecipazioni considerate.
Entrambi gli indicatori permettono di sintetizzare in un unico valore l’andamento delle prestazioni nel tempo, offrendo una lettura molto più significativa rispetto al singolo z-score.
Come interpretare RSZ e SZ²
Per entrambi gli indicatori vale un principio semplice: più basso è il valore, migliore è la prestazione complessiva del laboratorio.
Esistono però differenze sostanziali tra i due parametri, che è importante comprendere:
- RSZ può assumere valori sia positivi che negativi, in funzione del segno prevalente degli z-score considerati;
- SZ², essendo una somma di quadrati, assume sempre valori positivi.
Proprio questa differenza rende i due indicatori complementari e non alternativi.
UNICHIM propone di associare ai valori di RSZ e SZ² una classificazione qualitativa che richiama il criterio classico dello z-score:
- good: |RSZ| ≤ 2 e SZ² ≤ 2
- satisfactory: indicatori compresi tra 2 e 3
- unsatisfactory: |RSZ| > 3 e SZ² > 3
Questa classificazione consente di avere una lettura immediata del livello prestazionale complessivo, mantenendo al contempo una base statistica solida.
Un valore elevato (fuori controllo) del parametro RSZ è generalmente indicativo della presenza di un errore sistematico, ossia di una tendenza costante alla sottostima o alla sovrastima del risultato.
Anche in assenza di segnali di warning o action nei singoli PT, un RSZ elevato dovrebbe indurre il laboratorio a riflettere sull’opportunità di intraprendere azioni di miglioramento mirate, al fine di ridurre il rischio di future prestazioni non soddisfacenti. In questo senso, RSZ rappresenta un potente strumento di prevenzione, capace di intercettare criticità latenti prima che si manifestino in modo evidente.
La principale criticità dell’indicatore RSZ risiede nel fatto che z-score elevati ma di segno opposto tendono ad annullarsi. In una situazione di alternanza tra sottostima e sovrastima, il valore di RSZ potrebbe risultare basso, mascherando una condizione di scarsa ripetibilità o di mancato controllo statistico.
Proprio per questo motivo la valutazione di RSZ deve essere sempre accompagnata dal calcolo di SZ². Quest’ultimo, considerando i quadrati degli z-score, è in grado di:
- evidenziare prestazioni complessivamente poco soddisfacenti;
- intercettare situazioni fuori controllo anche in presenza di compensazioni apparenti;
- fornire una misura più sensibile della dispersione dei risultati.
L’importanza dell’analisi statistica nel tempo
L’analisi congiunta di RSZ e SZ², protratta nel tempo, permette di mettere in luce la reale affidabilità di un laboratorio, anche in presenza di singoli risultati negativi. Un risultato critico isolato, se inserito in un contesto di prestazioni complessivamente buone, può infatti non compromettere il giudizio globale, purché RSZ e SZ² rimangano entro limiti accettabili.
Questa impostazione rafforza il concetto secondo cui la qualità analitica non è un evento puntuale, ma un processo continuo, che si misura e si dimostra nel tempo.
UNICHIM richiama con forza l’importanza dell’aspetto temporale nella valutazione statistica dei dati dei PT. Ciò presuppone una partecipazione assidua ai circuiti interlaboratorio, che vada oltre le frequenze minime richieste dall’Ente di accreditamento o da regole operative interne.
L’esperienza maturata nel corso di numerosi incontri con i partecipanti ha dimostrato come una partecipazione regolare ai PT abbia contribuito, in molti casi, a un sensibile miglioramento delle prestazioni dei laboratori nel tempo.
Alla luce di queste considerazioni, appare evidente come la valutazione delle prestazioni debba progressivamente svincolarsi da una lettura esclusivamente puntuale del risultato, pur mantenendone l’importanza operativa.
La vera sfida è adottare una visione più ampia e strutturata, capace di valorizzare l’insieme dei dati prodotti, trasformando i PT da obbligo formale a strumento strategico di crescita tecnica, affidabilità e credibilità.
In questo percorso, UNICHIM continua a mettere a disposizione dei soci non solo circuiti interlaboratorio qualificati, ma anche strumenti interpretativi e momenti di confronto, con l’obiettivo di diffondere una cultura della qualità basata su dati, metodo e miglioramento continuo.