Focus numero 1, martedì 3 febbraio 2026
Il percorso formativo per sostenere la capability del laboratorio analitico
In un contesto in cui le filiere produttive, i controlli e le verifiche analitiche sono sempre più regolati da norme stringenti e standard internazionali, la formazione non può più essere considerata un mero adempimento, ma diventa una leva di crescita e di competitività.
È sempre più impellente la necessità di una formazione che sia più strutturata e consapevole, pensata per accompagnare i laboratori in un'evoluzione che coinvolge non solo le conoscenze tecniche, ma anche l'organizzazione interna, la gestione dei processi e il ruolo strategico che queste strutture ricoprono nelle aziende. In un contesto in cui le filiere produttive, i controlli e le verifiche analitiche sono sempre più regolati da norme stringenti e standard internazionali, la formazione non può più essere considerata un mero adempimento, ma diventa una leva di crescita e di competitività.
Le aspettative verso i laboratori, infatti, sono cambiate. Oggi non si chiede soltanto di "fare analisi", ma di garantire risultati affidabili, tracciabili e comparabili, in linea con i requisiti dei sistemi di gestione per la qualità e, in particolare, con lo spirito della UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2018, lo standard che a livello internazionale consente ai laboratori di dimostrare competenza tecnica e capacità di produrre risultati validi e riconosciuti. In questo scenario, l'aggiornamento formativo diventa uno degli strumenti principali per sostenere nel tempo la competenza del personale e l'efficacia dei processi, come sottolineato da diverse linee guida e da contributi specialistici dedicati proprio alla gestione della competenza nei laboratori.
La capability come chiave progettuale del 2026
La grande novità di quest'anno è l'introduzione della capability come principio guida trasversale dell'intero programma formativo. Non è un percorso separato, né un "modulo" in più, ma una vera e propria chiave di lettura che attraversa tutti i corsi, a qualunque percorso appartengano, e che mette al centro la maturità complessiva del laboratorio. In altre parole, la capability descrive ciò che un'organizzazione deve essere in grado di fare, in modo stabile e ripetibile, per raggiungere i propri obiettivi: un concetto che in letteratura manageriale è spesso legato all'insieme di competenze, conoscenze, processi e risorse che permettono a un'organizzazione di operare in modo efficace e di migliorare nel tempo.
Un'organizzazione di successo non può essere vista come un insieme di procedure o di istruzioni, ma come un sistema dinamico, capace di trasformare visione e strategie in risultati concreti. Ciò significa orientare i processi e le persone verso performance misurabili, ottimizzando l'impiego delle risorse con l'obiettivo di massimizzare produttività e competitività.
In questo scenario la conformità normativa non è più un traguardo, ma uno strumento per generare fiducia, rendere trasparente il proprio operato e valorizzare la qualità dei servizi offerti. È questo lo spirito della ISO/IEC 17025 e delle quattro macro aree che definiscono la solidità di ogni organizzazione moderna: Liquidità, Redditività, Produttività e Sviluppo.
Il Sistema di Gestione Aziendale rappresenta la piattaforma che consente di trasformare questa visione in realtà: un insieme strutturato di processi e di flussi informativi che guida la trasformazione delle risorse in risultati, garantendo efficienza, efficacia e massima coerenza con le esigenze dei clienti.
Nel caso dei laboratori, questa idea viene declinata in cinque dimensioni strategiche:
- la capability e le competenze delle risorse umane, ovvero il patrimonio di conoscenze, ruoli, responsabilità e capacità di lavorare in modo coordinato;
- la capability operativa e di processo, legata all'organizzazione delle attività, alla gestione del flusso dei campioni, alla standardizzazione delle procedure e alla qualità del dato;
- la capability organizzativa e di governance, che riguarda la struttura dei processi, la gestione dei rischi, la pianificazione, la cultura della qualità e del miglioramento continuo;
- la capability tecnica e strumentale, che comprende l'uso consapevole delle tecniche di analisi, la manutenzione e la riferibilità metrologica degli strumenti, l'adozione di sistemi informativi adeguati;
- la capability relazionale e di servizio, cioè la capacità del laboratorio di gestire il cliente, comunicare risultati chiari e tempestivi, raccogliere feedback e tradurli in innovazione.
Queste dimensioni non vivono in compartimenti stagni né in un percorso dedicato, ma si distribuiscono in modo naturale tra il livello tecnico–operativo e quello organizzativo–gestionale. Alcuni corsi lavorano soprattutto sulla dimensione tecnica, altri su quella organizzativa, altri ancora si collocano a cavallo tra i due livelli. Nel loro insieme, contribuiscono a far sì che il laboratorio non sia solo "conforme", ma davvero capace di tradurre standard e requisiti in risultati che generano fiducia presso clienti, autorità e stakeholder.
La proposta formativa UNICHIM
Per rispondere a queste esigenze, Unichim ha costruito la propria offerta formativa su due percorsi tematici che permettono ai professionisti di orientarsi in modo immediato e coerente rispetto alle proprie esigenze. È un progetto formativo che unisce le dimensioni tecniche e organizzative, con l'obiettivo di offrire a ogni partecipante un itinerario coerente con il proprio ruolo e con gli obiettivi della propria organizzazione.
La capability diventa così la cornice culturale e progettuale dei corsi 2026: un filo conduttore che lega contenuti molto diversi tra loro, aiutando i partecipanti a riconoscere il nesso fra la singola competenza (tecnica o gestionale) e l'equilibrio complessivo del laboratorio.
Il percorso tecnico–operativo si concentra sulle attività quotidiane del laboratorio: dalle tecniche di analisi all'uso delle strumentazioni complesse, dalle modalità di gestione dei campioni alle procedure per garantire la qualità del dato. In continuità con le edizioni precedenti, vengono confermati i corsi "di base" che costituiscono da anni un riferimento per molti laboratori: il significato e il calcolo dell'incertezza di misura in chimica e in microbiologia, la conferma metrologica delle apparecchiature e le modalità di taratura di strumenti diversi (bilance, pipette, termometri, solo per citarne alcuni), la validazione e il monitoraggio delle attività di assicurazione della qualità con l'uso di carte di controllo e strumenti statistici adeguati.
Accanto a questi contenuti consolidati, il percorso 2026 si arricchisce di proposte più specialistiche. Sono previsti corsi dedicati alle potenzialità e alle criticità delle strumentazioni avanzate (ICP-MS, GC-MS, LC-MS), con l'obiettivo di aiutare i laboratori a sfruttarne pienamente le capacità e a controllare i rischi connessi all'uso di sistemi complessi. Sono inoltre programmati nuovi seminari su tematiche di particolare attualità in ambito ambientale, che vedranno la partecipazione di esperti di settore e offriranno occasioni di confronto su casi reali e scenari applicativi. A questi si affiancano i corsi dedicati all'utilizzo di Microsoft Excel® nel laboratorio chimico, completamente ripensati sia nelle finalità sia nei contenuti, per trasformare uno strumento quotidiano in un vero supporto per l'elaborazione, il controllo e la tracciabilità dei dati.
Torna infine, in una versione aggiornata e più orientata alla pratica, il corso sul monitoraggio dell'esposizione inalatoria nei luoghi di lavoro, che dedicherà maggiore spazio a esempi sul campo, casi di studio e metodi operativi che i partecipanti potranno applicare direttamente nella gestione delle proprie attività.
Il percorso organizzativo–gestionale guarda al laboratorio come sistema organizzato: una realtà fatta di processi, persone, responsabilità, obiettivi economici e di qualità. Qui la formazione si concentra su ciò che consente alle organizzazioni di trasformare strumenti e procedure in risultati misurabili, stabili e sostenibili nel tempo.
I corsi di quest'area affrontano temi come la strutturazione dei processi e del sistema di gestione, la definizione dei ruoli e delle responsabilità, la pianificazione delle attività, l'analisi e il controllo dei costi, la gestione dei rischi operativi e legali, in linea con i requisiti dei sistemi di accreditamento e con le buone pratiche di governance organizzativa. L'obiettivo è fornire ai responsabili di laboratorio e alle figure manageriali strumenti concreti per governare la complessità, trasformare la strategia in operatività e rendere il laboratorio un attore pienamente consapevole all'interno della catena del valore aziendale.
Tra le novità di maggior rilievo si colloca il nuovo corso esperienziale, articolato in moduli autonomi e fruibili anche singolarmente. Questo percorso affronta tre nodi fondamentali: la standardizzazione delle risorse umane, l'organizzazione delle ore produttive e l'analisi strutturata dei costi. Temi che incidono direttamente sulla capacità del laboratorio di programmare, misurare e migliorare le proprie prestazioni, ma anche di comunicare in modo trasparente con i clienti e con la direzione aziendale, rendendo visibile il valore generato dal lavoro di laboratorio.
Il 2026 rappresenta così un passaggio importante per Unichim e per i laboratori che sceglieranno di partecipare: un anno in cui la formazione diventa non solo un investimento individuale, ma uno strumento per rafforzare il sistema laboratorio nel suo insieme, in una prospettiva di miglioramento continuo e di crescita condivisa.